L´intima arte di LILLO MAGRO

 

critica di Carla Colombo

L´intima arte di LILLO MAGRO

 

 

Se è vero che L’Arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che, poggiando su accorgimenti tecnici e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica, oserei dire che davanti alle opere di Lillo Magro si ha un attimo di perplessità nel limitarci a questo dire, perché nella Sua semplicità di uomo e artista riesce a far emergere la sua intima espressività che fa  di un’opera d’arte una componente assolutamente indispensabile.

Ogni artista intinge il pennello nella sua anima, e dipinge la sua stessa natura nelle sue immagini” così scriveva H.W Beecher,

e mi sento di dire che davanti alle opere pittoriche di Lillo Magro non possiamo fermarci alla semplice tecnica, ma dobbiamo fare lo sforzo di entrarci ed andare oltre.

 Lillo Magro propone nel contesto dei suoi dipinti, dei suoi vetri,delle sue sculture malinconia e nostalgia quelle che ti fanno  respirare e che ti fanno andare avanti.La malinconia è un albero ombroso che ti succhia linfa, ma a volte dà frutti deliziosi come  opere pittoriche, poesie, musica, è uno  stato d’animo particolare che si potrebbe definire come “dolce tristezza”, la  nostalgia invece prende la tua anima   e l’accompagna nei ricordi del passato…  ed è  così che leggo le opere di Magro, legate alla sua terra, quella Sicilia ricca di tradizioni  secolari e cultura millenaria che regala a chi Vi è nato il senso dell’appartenenza, delle radici. Magro si trova a strappare quell’ultimo ricordo e farlo proprio per renderlo ancora vivo nelle sue tele con spontanea dolcezza/tristezza dovuta, forse, alla lontananza dalla sua terra, ricca di sole, di mare, di cultura, e che sprigiona nel cuore, di chi non la può al momento vivere, attimi struggenti.

Anche nei soggetti che dovrebbero essere gioiosi, sereni, rallegranti,  come i papaveri o i campi di grano, quel senso di dolce tristezza prevale, prende il sopravvento.

Un  velo di “nebbia pensierosa”, come una carezza leggera  che cade sul foglio o sulla tela, a proteggere a conservare quell’emozione raccolta in pigmenti appena stesi, una coperta di Linus che lo accompagna e che rende la sua pittura soffusa, delicata  quasi trasparente.

Nelle opere dove il soggetto principale è la figura femminile, l’attenzione  si  posa sulla volatilità delle figure stesse. In alcun contesti sempre molto delicati la figura di donna, musa ispiratrice per eccellenza, è eterea, madreperlacea, pronta per  un ampio volo in  spazi sfumati, soffusi, delicati, un volo nel sogno di un’isola che c’è, che ti accoglie, che ti culla. Delicatezza e sensibilità dunque per un tocco pittorico di delicatezza innata.  

Subito mi devo smentire se mi accosto  ai suoi  disegni a pastello. Tratti decisi catturano lo sguardo, profili di visi che esprimono carattere e sicurezza… un modus operandi completamente diverso da quello del colore ad olio.

Forse un controsenso, ma in arte non ci sono controsensi poiché l’artista sperimenta e affronta tecniche diverse, cercando di renderle proprie e dando la propria espressione e allora non dobbiamo meravigliarci se ci sono contrasti di spontaneità e di cura del soggetto.

Nei  vetri emerge la “passione” per il materiale, la sacralità di un mutismo espressivo raccolto in pigmenti color pastello, personale interpretazione di momenti di spiritualità non indifferenti  resi ancora più preziosi dalle figure etere che si scorgono fluttuare nel vetro, in una catarsi di sogno o di fantasia. Delicatissime e raffinate opere che catturano e valorizzano l’operato artistico di Magro, rendendo pregevole la Sua produzione artistica.

Si denota la ricerca, lo studio del materiale per riuscire a farlo proprio e rendere malleabile  a suo volere, alla sua emozione dove si evince sofferenza-passione riposta con l´animo di chi vuole regalare a piene mani la propria anima. Opere volatili e nel contempo concreti, trasparenti e sognanti, qui tutto Vi è raccolto nel pathos appunto di anima e di cuore.

 

Credo che sia un percorso alquanto interessante, anche se faticoso ma proprio nelle cose sofferte c´è sempre più amore.

Così come le sculture, che dal materiale povero, ma tanto duttile alla mano dell’uomo rende bene il Suo “non fermarsi”, sagome moderne esultano in uno spazio che è troppo ampio ed allora la scultura esplode nella sua limitata rappresentazione e si potrebbe continuare all´ infinito dando oggettivi e consensi all´operato artistico di Lillo Magro.

Un mondo il Suo colmo di tecniche artistiche e di espressioni che si staccano completamente da un materiale all’altro, come se si dividesse nel suo operare, rendendo osanna a ciò che in quel momento sente di esternare, ma soprattutto Lillo Magro rende omaggio alla Sua terra che sempre o ovunque l’accompagna.